Leggere/5: astinenza!

di rossella

Ho appena portato a termine una settimana di astinenza dalla lettura. Continuo a seguire il corso di creatività di Julia Cameron (se non sai di cosa sto parlando, puoi leggere qui e qui) che, al punto in cui sono arrivata, propone di allontanarsi dai libri per ben sette giorni.

(immagine trovata su Internet, autore ignoto)

Che dire su questa esperienza? Dopo le perplessità iniziali, ho avuto di fronte a me giorni movimentati, dove sarebbe stato già difficile trovare il tempo da dedicare completamente alla lettura. Mercoledì però, dimentica dell’astinenza, ho acquistato senza pensarci tre riviste, seguendo  l’abitudine di circondarmi di parole, per me spontanea come respirare. È sufficiente lanciare un’occhiata in casa e constatare che tutte le stanze ospitano libri, giornali, depliant: in bagno, sotto e sopra il letto, in cucina, in lavanderia… Con un atto di estremo coraggio ho nascosto le riviste nuove (due di astrologia e una di moda) e vi giuro che non ne ho sfogliato una sola pagina: mi stanno ancora aspettando. Negli altri giorni ho vissuto invece dei piccoli momenti  di vuoto: ad esempio, leggendo abitualmente qualche pagina prima di addormentarmi, in queste sere di quel tempo non sapevo cosa farne. In alcuni casi mi sono semplicemente rilassata e ho lasciato fluire con più leggerezza i miei pensieri, in altri ho dato solo un cuscino alla mia stanchezza. Ho respirato un po’ di semplicità: ogni tanto serve svuotarsi la testa dalle parole degli altri ed ascoltare il proprio presente. Non avrei mai creduto di poter scrivere questo, dato che dai tre anni in su non ho fatto altro che leggere. Mi sono resa conto però che non esistono solo delle forme esterne di piacere, che anzi le gioie più grandi e limpide provengono dalla nostra fonte di benessere interiore: dobbiamo “solo” ricordarci di riempire il pozzo e di attingere poi ad esso.

Per concludere: qualche anno fa mi interessavo all’insegnamento di Gurdjieff e, in virtù di questo, avevo sperimentato quanto in generale possa essere illuminante dare lo stop ad un’abitudine. Nel momento in cui non fai più una cosa che sei solito fare, che sia leggere, guardare la tv, bere il caffè, ti si libera infatti lo spazio che le consacravi. Questo ti spinge necessariamente a modificare la tua prospettiva interiore e a porti delle domande, tipo: che ne faccio di questo spazio? lo lascio vuoto? lo arricchisco con qualcos’altro? Cambiare fa bene, ci r-innova. Cambiare è vivere, perché la vita, persino in questo istante, non è già più quel che era.

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