I denti del giudizio e la dentosofia (terza parte).

di rossella

I denti del giudizio e la dentosofia (prima parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (seconda parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (quarta parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (quinta parte)

(continua dalla seconda parte) Ho cercato quindi di arrabbiarmi di meno, dando attenzione solo a quelle cose e persone che mi permettono di crescere e/o di essere serena. Non è sempre facile ma ci sto provando. La prima volta che mi sono vista con l’attivatore, mi è venuta in mente l’immagine di un toro furioso. “Sembri un pugile” mi hanno detto in un coro unanime i pochi eletti che hanno avuto la possibilità di vedermi. Mi ha aiutato anche il dover portare l’attivatore in bocca per gli esercizi quotidiani: durante questi non è possibile parlare e dunque si sono creati più momenti di benefico silenzio. Quanto tempo prezioso perdiamo ogni giorno in polemiche inutili e discorsi superficiali? Per prendere piena confidenza con l’attivatore e non avere più fastidi, ho impiegato un paio di settimane.

Il mio attivatore e la sua scatolina

Si inizia indossandolo solo durante il giorno ed eseguendo due esercizi, uno “attivo” e uno “passivo”: quest’ultimo consiste nel posizionarlo, chiudere bene la bocca e non parlare per un’ora, durante la quale si possono però continuare le normali attività quotidiane: cucinare, lavorare al computer, leggere etc. L’esercizio attivo richiede invece una maggiore dedizione, perché dev’essere fatto assumendo una posizione comoda (per esempio stesi sul letto o seduti su una poltrona) e associando al tenere in bocca l’attivatore anche degli esercizi di respirazione, effettuati tenendo la lingua schiacciata contro il palato. Si chiama “attivo” appunto, perché crea un maggiore coinvolgimento della propria attenzione (e dei muscoli della mascella!). I primi giorni mi sentivo sempre la bocca indolenzita; in più dopo una settimana ho iniziato anche ad avere dei dolori al collo, alla schiena e soprattutto alle gambe, che si contraevano molto. Piano piano sono passati ma il dentosofo mi ha spiegato che, se fossero continuati, sarebbe stato necessario fare una visita dall’osteopata: dato che il benessere della dentatura è collegato anche a quello del resto del corpo, modificare la posizione dei denti, portandoli a raddrizzarsi, poteva far venire alla luce eventuali problemi alla schiena o articolari, su cui si rendeva necessario intervenire con una terapia mirata. Per fortuna non è stato il mio caso.

Dopo due settimane ho iniziato a portare l’attivatore anche di notte ma le prime sere non riuscivo a tenerlo molto a lungo. Mi svegliavo sempre intorno alle 3 per toglierlo, perché sentivo un forte indolenzimento in tutta la bocca. Piano piano mi sono abituata, mi ha aiutato tanto inserirlo un’ora prima di andare a dormire, per dare la possibilità alla bocca di adattarsi lentamente alla sua forma. Per chi dovesse avere problemi  di infiammazione, è prevista comunque la possibilità di utilizzare degli analgesici naturali (le prime volte ho usato il Rescue Remedy, ma alla fine ho smesso perché mi causava secchezza). Ieri sono stata alla visita di controllo, anche il dentosofo ha ravvisato che la bocca sta diventando più grande. Io vedo molto più dritti soprattutto i denti superiori. Continuo con fiducia questo percorso di “apertura”.

I denti del giudizio e la dentosofia (prima parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (seconda parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (quarta parte)

I denti del giudizio e la dentosofia (quinta parte)

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