Cara Giustizia.

di rossella

Cara Giustizia,

io voglio credere che tu, a differenza della legge, sia uguale per tutti. Voglio credere alla tua presenza dentro ognuno di noi. Se riusciamo a riscoprirti dentro di noi, riusciremo a portarti anche fuori, nel mondo.

giustizia

Mio disegno della carta “La Giustizia” (così raffigurata nei tarocchi della collezione “Il Meneghello”, Milano 1845)

Nei tarocchi ti è stato assegnato il numero 8, come un passo in più da fare rispetto al ciclo perfetto del 7, come il potere raddoppiato dei 4 elementi, 8 come le note che formano un’ottava (e chiudere un’ottava vuol dire anche concludere un’impresa).

Con te hai la bilancia, simbolo che ti ha costantemente accompagnato, fin dalle tue raffigurazioni più antiche. La spada invece compare di meno al tuo fianco, eppure è importante quanto la bilancia, perché rappresenta l’azione, che è sia capacità di difendersi, quanto di rendere concreta la tua visione equilibrata del mondo. Tieni gli occhi chiusi, come per tenere questa visione ferma e presente dentro di te. Sei rilassata ma vigile, pronta ad essere equa in ogni tuo gesto. So che, appena lo riterrai necessario, saprai spalancare i tuoi occhi, ed agire. Dicono che quando arrivi non porti molta pace, che per te non conta certo la guerra immotivata, quanto riportare l’equilibrio. Mi piacerebbe assomigliarti, non essere né cieca, né in stato di ipersorveglianza. Mi piacerebbe chiudere gli occhi per riposare, riuscendo a vedere ugualmente bene quel che succede dentro e intorno a me. So che mi sei stata sempre vicina e hai aspettato con pazienza che ritornassi a vedere. A vederti.

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