Scritti da Saturno

di Rossella Arena

Mese: aprile, 2013

Disegno e visione binoculare.

 

 

 

 

(da “Disegnare con la parte destra del cervello”, ne ho parlato qui).

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I miei occhi. (4)

I miei occhi. (1)

I miei occhi. (2)

I miei occhi. (3)

Piano piano sto ritrovando il mio posto, la mia visione delle cose (che diventano sempre più chiare, dentro e fuori di me). Dopo più di due anni di lavoro quotidiano, è arrivata anche dal mio corpo la conferma di essere sulla strada giusta: sia la visione da vicino, che quella da lontano, sono notevolmente migliorate. I miei occhi, così diversi l’uno dall’altro, hanno imparato a guardare insieme.

Prima di curarmi non lo sapevo e non l’avrei mai immaginato, ma la dottoressa mi ha spiegato che disturbi di questo tipo agli occhi possono portare anche difficoltà nel guidare e in generale in tutte le attività in cui è necessaria una certa concentrazione (per approfondire leggete questa pagina).

Mi sono riconosciuta molto in questa descrizione:

(Exoforia:) Gli occhi tendono a deviare verso l’esterno, come se volessero scappare uno dall’altro. È come essere su una carrozza trainata da due cavalli che, anziché andare dritti, tendono entrambi a fuggire verso l’esterno della strada. Il viaggio non può essere facile e, anche se alla fine si raggiunge la meta, la fatica del conduttore sarà grande.

Mentre mi curavo ho aperto gli occhi: ho abbracciato e compreso i problemi di concentrazione e gli improvvisi cali di rendimento avuti in passato durante i miei studi (sia alle scuole superiori che poi all’Università). Con grandi sforzi ho sempre perseguito vari percorsi, lavorativi e non, ma in alcuni casi ho impiegato tanto tempo per portarli a termine.

Per questo sono ancora più felice di aver finalmente affrontato il problema, la cui risoluzione mi sta portando anche a un netto miglioramento della mia concentrazione, e di conseguenza di tutte le mie attività quotidiane. Non solo, è stato anche un punto di partenza per fare pace con il passato. 

Non so se sono riuscita a trasmettervi almeno un po’ della grande felicità che provo…

Immaginate di ritrovarvi dentro un profondissimo pozzo, paralizzati dal buio: avete tanta paura e i vostri occhi, spalancati nell’oscurità, si muovono ininterrottamente e a scatti. Immaginate poi che il pozzo venga illuminato, che l’ambiente intorno a voi vi appaia chiaramente. I vostri occhi si tranquillizzano, finalmente guardano ciò che li circonda, e possono vedere che è persino possibile uscire dal pozzo.

Ora siete al di fuori, passeggiate in mezzo a una splendida natura, con un sorriso e gli occhi distesi nel cielo azzurro.

cielo

Così mi sento adesso.

PS: Tenete gli occhi aperti ma non troppo, e per ogni informazione scrivetemi!

I miei occhi. (1)

I miei occhi. (2)

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