Scritti da Saturno

di Rossella Arena

Mese: febbraio, 2015

Come posso uscire dalla sofferenza personale?

Ognuno di noi nella vita ha sperimentato almeno un conflitto. Allontanarmi emotivamente da un’altra persona, o mettere della rabbia fra me e lei, è sempre stata una cosa che mi ha fatto molto soffrire. Eppure lo facevo, perché a livello sociale perpetuiamo determinati modi di reagire a varie situazioni; che, proprio perché sono così diffusi, ci sembrano quelli più giusti. Dato che però alla fine non ero soddisfatta e pensavo sempre alla persona che avevo allontanato, ho cominciato nel corso del tempo ad interrogarmi sulla possibilità di agire in modo diverso. Ognuno di noi ha il suo punto di vista e pensa di avere ragione: quando si instaura un conflitto di solito è perché si incontrano due qualità di sofferenza molto simili. Ciò che vogliamo allontanare allora non è l’altra persona, ma il nostro dolore. E l’altro prova a fare lo stesso allontanando noi. In questo senso mi ha illuminato molto una frase di Louise Hay, che si esprimeva sulle cause dell’esaurimento nervoso: fra queste elencava un’eccessiva importanza data a sé stessi e al proprio modo di vedere le cose. Quando si reagisce molto negativamente a un’azione altrui  è come se ci si isolasse e ci si rifiutasse di vedere anche il punto di vista dell’altro: si attiva uno schema di pensiero secondo il quale la persona ha agito contro di noi e per questo siamo autorizzati ad odiarla. La realtà, anche se più impegnativa da accettare, è che la persona ha agito… per come è. Ognuno di noi fa del suo meglio e, se ripensiamo alla nostra esistenza, avremo fatto anche noi inconsapevolmente qualcosa che può aver causato dolore a qualcun altro.

Questo non vuol dire che bisogna accettare qualunque comportamento, o che non è mai necessario confrontarsi: occorrerebbe anzi farlo più spesso e curare la comunicazione in tutte le relazioni. È utile però per il nostro benessere cambiare punto di vista, cercando di comprendere la visione dell’altro e di concentrarsi sulle possibili soluzioni. Lasciando andare il dolore del passato per credere in un presente e in un futuro migliori.

Che cosa posso imparare dall’inganno?

Ho sempre creduto nell’equilibrio interiore e l’ho sempre visto come un punto di riferimento per tutte le scelte di vita. Se una certa situazione mi agita, inizio a pensare che forse sto correndo troppo o che non sia adatta a me. Essere in contatto con questo sentire del cuore, ti porta a nutrire una grande fiducia. Fiducia non sempre vuol dire ottenere tutto ciò che si desidera, o ottenerlo subito, ma vuol dire prima di tutto essere in pace con ogni cosa che arriva sulla tua strada, perché è lì per donarti un insegnamento. Anche l’esperienza dell’inganno arriva per mostrarci una o più parti di noi che ancora non hanno appreso il pieno rispetto di sé. Quando si ha piena fiducia in sé stessi, non solo si riconoscono subito le persone ingannevoli (dietro un’apparenza fatta di lodi, mistificazioni e finte promesse) ma si comprende all’istante che quello che ci propongono non ha assolutamente nulla a che fare con ciò che desideriamo profondamente. Ciò che davvero desideriamo è avere fiducia in noi stessi e costruire la nostra vita a partire dal sentire del cuore. Le persone che ci ingannano spesso sono state a loro volta ingannate o si sono autoingannate sul vero significato del nostro essere qui: il rispetto di sé e degli altri è una parte importantissima di questo significato.

Queste persone hanno in realtà un enorme bisogno di aiuto. Ho sempre pensato che, quando una persona onesta ne incontra un’altra che in quel momento tanto onesta non è, dovrebbe pregare per lei, perché le arrivi tutto il supporto necessario per diventarlo e per essere felice.