Scritti da Saturno

di Rossella Arena

Tag: rispetto

Che cosa posso imparare dall’inganno?

Ho sempre creduto nell’equilibrio interiore e l’ho sempre visto come un punto di riferimento per tutte le scelte di vita. Se una certa situazione mi agita, inizio a pensare che forse sto correndo troppo o che non sia adatta a me. Essere in contatto con questo sentire del cuore, ti porta a nutrire una grande fiducia. Fiducia non sempre vuol dire ottenere tutto ciò che si desidera, o ottenerlo subito, ma vuol dire prima di tutto essere in pace con ogni cosa che arriva sulla tua strada, perché è lì per donarti un insegnamento. Anche l’esperienza dell’inganno arriva per mostrarci una o più parti di noi che ancora non hanno appreso il pieno rispetto di sé. Quando si ha piena fiducia in sé stessi, non solo si riconoscono subito le persone ingannevoli (dietro un’apparenza fatta di lodi, mistificazioni e finte promesse) ma si comprende all’istante che quello che ci propongono non ha assolutamente nulla a che fare con ciò che desideriamo profondamente. Ciò che davvero desideriamo è avere fiducia in noi stessi e costruire la nostra vita a partire dal sentire del cuore. Le persone che ci ingannano spesso sono state a loro volta ingannate o si sono autoingannate sul vero significato del nostro essere qui: il rispetto di sé e degli altri è una parte importantissima di questo significato.

Queste persone hanno in realtà un enorme bisogno di aiuto. Ho sempre pensato che, quando una persona onesta ne incontra un’altra che in quel momento tanto onesta non è, dovrebbe pregare per lei, perché le arrivi tutto il supporto necessario per diventarlo e per essere felice.

Leggere/4: il lavoratore intelligente.

Alla fine degli anni Venti, in una base aerea del Sahara, lo scrittore Antoine De Saint-Exupéry promosse una colletta tra gli amici per aiutare un lavoratore marocchino che desiderava tornare nella sua città natale. Riuscì a raccogliere mille franchi. Uno dei piloti accompagnò l’uomo fino a Casablanca e, al ritorno, raccontò che cos’era successo:

“All’arrivo, è andato a cena nel migliore ristorante, ha distribuito mance generose, ha offerto da bere a tutti e ha comprato dei bambolotti per i bambini del suo villaggio. Quell’uomo non ha alcun senso della parsimonia.”

“Al contrario”, replicò Saint-Exupéry. “Sa che il migliore investimento del mondo sono gli esseri umani. Con quelle spese, è riuscito a conquistare il rispetto dei compaesani, che finiranno per offrirgli un lavoro. In fin dei conti, soltanto un vincitore può essere così generoso“.

(immagine trovata su Internet)

tratto da: SONO COME IL FIUME CHE SCORRE, di Paulo Coelho, Bompiani